mercoledì 4 marzo 2009

De rerum televisionis


Da qualche giorno sto guardando più TV del solito. Poi oggi pomeriggio, pranzando tardi come al solito, ho sintonizzato il televisore sull'unica rete che a quell'ora manda qualcosa di guardabile: Rai 3. Come al solito.
Alle tre e un quarto c'è la TV dei ragazzi e so cosa stai pensando mentre leggi queste righe, ma ti assicuro che a quell'ora non c'è niente di meglio altrove. E così, mentre vedevo un gruppo di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni discutere per mezz'ora in trasmissione sulle differenze che notano tra i vari TG nazionali, ho pensato che era ora di scrivere qualcosa in proposito.

Per inciso, il suddetto dibattito era davvero interessante, è stato un po' come assistere alla lettura del giornale in una classe delle scuole medie. E allora mi sono chiesto: perchè se un telespettatore vuole vedere qualcosa di diverso da tronisti e opinionisti da talk-show nel primo pomeriggio, deve rivolgersi alla TV dei ragazzi? Perchè i programmi pensati per chi ha meno di 14 anni sono di gran lunga più intelligenti della somma di tutto ciò che viene mandato in onda a quell'ora sulle altre reti?

La TV italiana sta andando incontro alla sua distruzione con la stessa velocità di una moto che si schianta contro un albero. E la colpa di chi è? Di Internet? Dei consigli di amministrazione Rai e Mediaset? Del vuoto culturale caratterizzante questi anni zero? Di tutte le risposte sopra elencate? Di altro? Stabilirlo non mi interessa, tuttavia questa situazione è imbarazzante. Io non ho Sky, se ciò che vedo sui canali "in chiaro" non mi piace posso solo continuare lo zapping o spegnere la TV. Vedere un film sulle reti Mediaset è ormai impossibile: la prima serata iniza ormai alle 21.30 e si conclude in una fascia oraria assai variabile che va dalle 23 a mezzanotte. Se però hai deciso di vedere un film su Italia 1, sappi che a fine primo tempo partiranno un breve TG, una interminabile serie di spot, il meteo, il bollettino delle piste da sci se è inverno e quello sulla navigabilità dei mari se è estate, e soprattutto quella cosa misteriosa, tamarra e inutile che è Media Shopping (che meriterebbe un post a parte). Da tutto questo sono escluse le altre sei o sette pause pubblicitarie messe dove capita all'interno del film.

I programmi della seconda serata iniziano iniziano pertanto tra le 23.20 e la mezzanotte passata, e di fatto solo uno che può permettersi di svegliarsi tardi la mattina può ancora vederli. Ma non è finita: a parte l'eccezione Rai 3 (ancora per quanto eccezione?), cosa ci trovi in seconda serata? Se ti va bene e se hai la pazienza di aspettarli ci sono la Gialappa's, Scorie o Le Iene, o anche il pacchianissimo Chiambretti Night. Altrimenti ci sono Vespa su Rai 1 e il suo emulo Matrix su Canale 5 (a proposito, chi cacchio è quel tipo che sostituisce Mentana?), roba buona per estorcere confessioni ai detenuti di Guantanamo.

E questo desolante panorama è ciò che ci attende la sera, quando l'italiano medio ha più tempo per guardare la televisione. Ma il resto della giornata? Ecco cosa offre il menù: inutili format con cuochi Mac Gyver e pacchi contenenti migliaia di euri, talk-show dove Persone Molto Importanti dicono la loro sull'eutanasia, le relazioni extraconiugali e quel bacio rubato sull'Isola dei Famosi, stupidi quiz che sono l'unico retaggio della TV old-school (con l'unica differenza che prima si facevano "in casa" e adesso sono format anch'essi), l'onnipresente Maria De Filippi (che di post a parte ne meriterebbe almeno due), i Reality, ovviamente, e rivisitazioni in chiave ammiccante e volgare di classici come La Ruota della Fortuna o Striscia la Notizia, quest'ultima perfettamente a suo agio nel nuovo secolo, forte delle sue rubriche sempre più stupide e soprattutto delle sue veline sempre meno vestite (per fortuna che non ha rinnegato del tutto la sua natura di anti-telegiornale altrimenti avremmo solo dovuto celebrarne il funerale).
Alla luce di tutto questo, risulta difficile essere ottimisti sul futuro della televisione italiana, almeno per quanto riguarda i suoi contenuti, poveri come non mai. Ma il bello del trash è che non smette mai di stupirti: dopo aver toccato il fondo e scavato con la pala, lavora di trivella per raggiungere nuovi e impensabili traguardi. Di povertà.

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