Come unica concessione al cinema natalizio di quest'anno ho scelto il nuovo di Aldo Giovanni e Giacomo: incredibile ma vero, sono uscito dalla sala sorpreso.
Il famosissimo trio siculo-milanese, lo sappiamo tutti, negli ultimi anni sembrava destinato a precipitare insesorabilmente; dopo averci deliziato con i loro primi film e le incredibili performance a teatro, chiunque avrebbe scommesso che il loro futuro sarebbe consistito in deludenti spot TV e poco altro. A partire dall'ambizioso "La Leggenda di Al, John e Jack" i ragazzi iniziarono quel percorso di auto-imitazione che molto spesso sancisce l'inizio della fine della carriera di un comico. "Tu la conosci Claudia?", pur essendo un film godibile, era parecchio lontano dalle fragorose risate che, nemmeno cinque anni prima, accompagnavano il trio ad ogni loro apparizione. La presenza della new-entry Paola Cortellesi al posto di Marina Massironi, storico "quarto" membro del gruppo, per quanto potesse rappresentare per certi versi una marcia in più (io per esempio adoro la Cortellesi) non reggeva il paragone con l'indimenticabile predecessore. Non posso giudicare "Anplagghed" in quanto è l'unico capitolo che mi manca, e ciò per certi versi è emblematico: Aldo, Giovanni e Giacomo avevano già perso una piccola fetta di quel pubblico affezionato, deluso dalla mancanza di freschezza che il trio non riusciva più a nascondere. A mio parere, poi, è stato imperdonabile il presentarsi nei cinema non con un lungometraggio, bensì con la registrazione di un tour nei teatri: sa un po' di scolaretto furbo, che non si è preparato a casa, ma che districandosi nei meandri di un'interrogazione scippa al prof la sufficienza.
Ovviamente dietro il declino, vero o apparente, di un artista ci sono sempre dei parametri invisibili, manager, produttori cinematografici, uffici stampa e tante altre cose che nemmeno immagino; ma tutto ciò non ha importanza, perchè forse adesso i nostri comici preferiti hanno trovato il sodalizio che fa per loro. La presenza alla regia del mitico Marcello Cesena si fa sentire ma con discrezione: i personaggi che il trio porta sullo schermo un po' seguono la scia dei classici tormentoni ai quali siamo legati, un po' se ne discostano. Inevitabile in questo film a episodi la presenza di almeno un Giovanni che interpreta l'autista pignolo e rompipalle, oppure di un Giacomo sfigato e vittima degli eventi. Meno prevedibile invece vedere Aldo in un ruolo più marginale e quasi privo di battute (nel quarto episodio), oppure Giacomo che interpreta un credibilissimo prete (nel secondo episodio, che da solo vale il prezzo del biglietto).
Marcello Cesena, al suo terzo film come regista, dal canto suo non rinucia allo stile già visto nella sua serie di culto, "Sensualità a corte": fotografia caratterizzata spesso da un taglio frontale, effetti speciali curati dal medesimo studio (il cui nome non riesco a identificare nemmeno tramite internet) e un inevitabile cameo di Jean Claude.
Un pugno nell'occhio (e anche nell'orecchio), tuttavia, è rappresentato dalla pubblicità occulta che oramai non ha nemmeno più senso chiamare "occulta" bensì "evidente": magari potrei anche capire il clima di "grossa grisi" che pervade anche il cinema italiano (da molto più tempo rispetto all'economia mondiale), visto che è già da un po' di anni che non ci si fa più problemi a sbattere sul muso dello spettatore marchi enormi che quasi entrano in sala. Ma è un'abitudine tremenda, davvero tremenda.
Comunque sono contento di aver visto "Il Cosmo sul Comò", un film leggero e bello che fa ben sperare per la carriera del miglior trio comico italiano. Bentornati a casa, Al, John e Jack.

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