lunedì 29 settembre 2008

Omosessualità


Oggi stavo ripensando alla mia infanzia, cosa che non mi capita spesso, nonostante chi mi conosce possa pensare i contrario. Più precisamente, pensavo a quell'innocenza tipica dei bambini, che li porta a considerare come normali cose che in realtà sono assurde, oppure anormali cose che invece accadono tutti i giorni. Ora che ci penso, ho usato i termini "normale/anormale" con troppa nonchalance, dato il tema che voglio affrontare; perciò, se siete un po' suscettibili, sentitevi liberi di usare al posto dei suddetti termini i sinonimi "usuale/inusuale".
Dicevo: quando si è bambini (e intendo bambini piccoli, al di sotto dei 7/8 anni di età) quell'istinto primordiale che porta i due sessi ad attrarsi reciprocamente è assente. Insomma, il bimbo intuisce che l'unione tra uomo e donna sia naturale vedendo i propri genitori o quelli degli altri, e così arriva inconsciamente a costruire quell'imprinting che lo porterà un giorno a trovare la sua metà per continuare la specie (a meno che non gliene importi un fico secco di procreare e/o abbia altri pensieri per la testa e/o sia già attratto da persone del suo stesso sesso, ma comunque non so se ciò sia possibile, e scusatemi in anticipo per il tono psicologico e vagamente omofobo di questo post, non sono nè uno psicologo nè un iscritto a Forza Nuova).
Arriviamo subito al dunque: prendiamo un bambino X a farci da esempio, di età intorno ai sei anni, di orientamento etero (è già possibile stabilirlo a quell'età? Va bè, facciamo finta che sia un futuro etero), un bambino comune, insomma. Ebbene, la mia domanda è: in che modo quel bambino viene a conoscenza del pianeta Omosessualità?
Cioè, voglio dire: per lui il richiamo sessuale è ancora lontano, pertanto credo che consideri sia i suoi amici che le sue amiche come dei pari, cosa a mio avviso possibile solo a quell'età (pari dal punto di vista sessuale, intendo... avete capito, no?). Eppure, il bimbetto già sa che di solito, quando si diventa grandi, i maschietti cercano le femminucce e viceversa, per motivi che ancora non comprende del tutto ma che sa un giorno capirà. Allora, e arrivo al dunque: in che modo viene a conoscenza del fatto che nel mondo ci sono anche maschietti a cui piacciono i maschietti? Tra parentesi, non so come la pensino le donne in merito, ma io da bambino ho creduto per un po' che le femminucce non potessero andare con altre femminuce; ho saputo dell'esistenza del pianeta Lesbo un po' dopo rispetto a quella di Omo. Ma andiamo avanti.
Il bambino X vede alla TV film in cui uomini baciano donne, uomini toccano donne, uomini hanno rapporti sessuali con donne (quest'ultima solo se i genitori sono distratti e/o preferiscono assumere una baby sitter e/o la baby sitter si porta il ragazzo a casa, ma in questo modo non c'è bisogno della TV). X ormai già sa che di solito gli uomini e le donne si attraggono e tutto ciò è naturale e armonioso, nonostante non ne abbia esperienza. Poi, arriva l'eccezione: qualcosa gli fa spalancare gli occhi su una realtà che non credeva possibile, ossia che ci sono uomini a cui piacciono gli uomini! Il bambino è confuso, le sue piccole certezze vacillano, ma il tempo passa e per lui diventa quasi normale l'idea che nel mondo esistano uomini, diciamo, effeminati (vocabolo che la mammina di X suggerisce prontamente al figlioletto, sempre in cerca di risposte alle sue piccole domande).
Così X va a scuola, si trova degli amici, arriva in terza o in quarta elementare, poi un giorno si ritrova a litigare con l'amico Y per un nonnulla. Volano paroloni, tipo "cacasotto", "cretino", "coglione", "figlio di puttana", e alla fine uno dei due chiama l'altro "frocio" e scatta la rissa, perchè X e Y, anche se hanno solo otto anni, covano già dentro di sè i semi della virilità.
"Mi hai chiamato frocio, TU sei frocio, femminuccia! Femminuccia!"
Nel giro di pochi mesi X ha già capito che il mondo tende a mettere da parte le persone che amano altre persone del loro stesso sesso, nonostante gli manchi una esperienza diretta perchè l'età della pubertà è ancora lontana (età in cui forse metterà in discussione le sue credenze sul pianeta Omo, oppure al contrario le fortificherà).
Ma tutto questo discorso, perchè? Ah, si: perchè oggi mi sono ricordato chi fu, all'epoca, colui che mi fece aprire gli occhi su questa realtà... ovvero l'ambiguerrimo Puffo Vanitoso!
Ma ve lo ricordate? Un puffo maschio che andava in giro con un fiore sul cappello, si specchiava tutto il tempo e parlava in un modo un po' strano per le nostre piccole orecchie. L'unico puffo che invece di impazzire per le curve di Puffetta, si entusiasmava per la lucentezza del suo biondo naturale. Senza di lui i bambini degli ultimi 50 anni forse arriverebbero alle scuole medie pensando che l'omosessualità non esiste. Ma lui, impavido puffo gay, introduce con garbo il bambino di oggi in questo insidioso ambiente nel quale pochi un giorno vorranno rimanere. E in questo modo, in maniera molto atraumatica, ha fatto capire a molti di noi che non a tutti i maschietti piacciono le femminucce.
Grazie di esistere, Puffo Vanitoso. E buon cinquantesimo compleanno, a te e ai tuoi amici (già che ci siamo)! Ah, gia: per te non sono semplici amici...

3 piccoli commenti:

alessio ha detto...

Riguardo al sesso ho dei ricordi d'infanzia differenti dai tuoi.
Ricordo l'attrazione verso l'altro sesso fin dall'asilo, ricordo Marika che ce l'ha fatta vedere orgogliosa, ricordo le botte che prendevo per stare vicino a Martina e lezioni di anatomia di gruppo sotto ai tavoli per capire meglio le differenze senza mai intuire le dinamiche. Fin lì non c'era spazio per le sfumature, poi alle elementari mi hanno dato del "frocio", (ho baciato un mio compagno, lo faceva Roger Rabbit al cinema pur essendo evidentemente etero), ma non me la presi, non mi interessava neanche capire il significato. Il puffo vanitoso l'ho rimosso dalla memoria, segno che all'epoca in cui guardavo i puffi non ero pronto per l'ambiguità, che credo subentri nella preadolescenza, dove niente è più "perchè sì" o "perchè no", ma è tutto "forse".

Salz ha detto...

Quello che mi chiedo, però, è come vivevamo all'epoca questi primi approcci al sesso, con quale mentalità... Ora mi è praticamente impossibile ricordare il mio pensiero di allora, perchè è cambiato con me.... ma stiamo sforando nella filosofia e nella psicanalisi, perciò mi fermo se no dico stronzate.

margherita ha detto...

se dobbiamo sfociare nella psicanalisi aspetta un attimo perchè visto che sono una futura psicologa potrò illuminarti solo tra qualche mese sulla questione... (visto che finora al corso ci sono tutti gli esami possibili tranne quelli sulla psicologia vera e propria!) ma comunque da quello che ho capito e dalle mie esperienze personali posso dire che è già dalla tenera età che l'istinto sessuale comincia a scalpitare. penso anche prima dei 7/8 anni... non hai mai giocato al dottore?
p.s. riguardo al puffo vanitoso... pensa che io da piccola lo credevo una femmina direttamente! che infanzia difficile...