domenica 28 settembre 2008

Burn after reading


Uscito in Italia con il più semplicistico titolo A prova di spia (che non significa niente), l'ultimo film dei fratelli Coen rappresenta una piccola gita nella commedia, pur rimanendo nei canoni stilistici che li hanno resi celebri.
Dopo le atmosfere cupe del precedente Non è un paese per vecchi, si ritorna alle situazioni grottesche e francamente comiche, tipiche del cinema dei Coen. Cast eccezionale, come sempre, con un George Clooney che ormai si sente più a suo agio nell'affrontare improbabili e divertentissime macchiette piuttosto che attempati playboy da grigio blockbuster d'azione (con nostra buona pace); ottima prova anche per Frances Mc Dormand, John Malkovich (versatile e bravo in ogni ruolo) e Brad Pitt (inevitabile richiamo per il pubblico femminile, ma la sua interpretazione è quella che preferisco).
La storia è un groviglio che mi ha ricordato per certi versi Il grande Lebowski, anche se questo Burn after reading si mantiene oggettivamente al di sotto di qualche scalino: Osborne Cox (Malkovich) è un agente delle CIA che si licenzia, perchè i suoi superiori lo hanno trasferito in un'altra divisione per via dei suoi problemi di alcolismo. Si ritrova pertanto a rimettere in discussione tutta la sua vita, a cominciare dalla moglie (Tilda Swinton), che lo tradisce con un agente dell'F.B.I. (Clooney) e vuole il divorzio. Riceve uno scossone quando due dipendenti di una palestra (Pitt e la Mc Dormand) lo contattano per riferirgli che hanno trovato nei loro spogliatoi un cd contenente dati top secret.
Ma gli sviluppi che seguiranno sono imprevedibili, nella miglior tradizione della commedia nera alla quale i Coen sembrano voler tornare.
Unica nota dolente, la colonna sonora: se in film come il già citato Big Lebowski e Fratello, dove sei? l'accompagnamento musicale era parte integrante del film, nel loro ultimo lavoro i fratellini si affidano a un tema sinfonico molto classico, che pervade le scene più concitate con la sua mole ingombrante. Il risultato finale è accettabile, ma oltre a rendere l'atmosfera troppo seria, fa pensare allo spettatore che ha già visto altro dei Coen: -Che occasione persa...-.
In conclusione si tratta davvero di un bel film, anche se non di un capolavoro. Ethan e Joel Coen si dimostrano filmaker eclettici e prolifici (è il loro secondo film per quest'anno, peraltro abbastanza diverso dal precedente), Clooney conferma il suo stretto rapporto di collaborazione con i sopracitati registi, mentre gli altri attori del cast colgono al volo un'occasione per uscire dai ruoli drammatici che interpretano di solito.
Ottima scelta se avete in mente di andare al cinema in questi giorni, a meno che non vogliate vedere il terzo capitolo de La Mummia...

3 piccoli commenti:

luigi ha detto...

Film molto piacevole e divertente. Brad Pitt si dimostra davvero un attore di altissimo livello: fantastica la scena in cui tratta con Osbourne Cox all'interno dell'automobile :D

Salz ha detto...

Infatti, peraltro è bello vedere che ogni tanto riesce a mettere da parte il bello e dannato che è in lui per interpretare un personaggio più umano!

alessio ha detto...

Il film non mi ha deluso e mi è piaciuto assai. In questo caso non mi piacciono i "gradini" per fare una classifica dei film dei Coen.
Nel grande Lebowski ci si poteva innamorare dei personaggi, qui per fortuna o purtroppo no, tutti sono meschini seppur spassosi e nessuno si salva.

(bella anche "White Rabbit" grazie)