
Sono andato a vedere il nuovo Batman e fino all'ultimo ero convinto, nonostante mi fossi informato da tempo sui suoi contenuti, che il sesto film dedicato alle sue avventure fosse la trasposizione cinematografica di quel capolavoro che è Il ritorno del Cavaliere Oscuro. Titolo fuorviante, perché così non è: tra il film e il fumetto l'unica cosa in comune è la presenza dell'acerrimo nemico di Batman noto con il nome di Joker.
L'ultima volta che un simile scontro è avvenuto sul grande schermo c'erano Michael Keaton e Jack Nicholson, ora è il turno di Christian Bale e Heath Ledger. Sulla morte di quest'ultimo e sull'aura di film maledetto si è già scritto e detto abbastanza, pertanto mi limiterò solamente a dire che è vero, l'ultima interpretazione di Heath Ledger è effettivamente da brivido.... ma non è l'unico brivido.
Il Cavaliere Oscuro è tutto un brivido, dall'inizio alla fine.
Il cast stellare, le scenografie, gli effetti speciali, le musiche, la fotografia, il montaggio, la sceneggiatura, la regia... tutti gli elementi che compongono il film agiscono in armonia per far godere, senza mezzi termini, lo spettatore, il quale alla fine del film rimane incredulo, atterrito, felice, triste; cioè in poche parole si accenderebbe la canonica sigaretta in sala, se potesse.
Non saprei da dove iniziare per fare una recensione, ma ora che ci penso non ho intenzione di recensire questo film bensì di lasciare qualche semplice impressione, perciò arrivo dritto al punto che più mi ha (piacevolmente) sconvolto: la sceneggiatura. Ora, noi tutti sappiamo che Christopher Nolan è un dio vivente della scrittura per il cinema, sappiamo che i film che dirige diventano inevitabilmente dei capolavori (vedi alla voce Memento, The Prestige, Insomnia o anche il precedente Batman Begins), ma ne Il Cavaliere Oscuro, scritto in tandem con il fratello Jonathan, si rivela addirittura un virtuoso, un padrone assoluto del linguaggio cinema.
Il signor Nolan mette a cuocere una ventina di chili di carne su di un barbecue che conterrebbe a stento quattro bistecchine, venti chili tutti assieme, e il bello è che li fa cuocere tutti, senza farli bruciare... e hanno un sapore ottimo! Ne Il Cavaliere Oscuro tutte le porte che vengono aperte si richiudono, tutte le trame che vengono accennate si concludono, tutti i personaggi che entrano in scena hanno modo di esprimersi fino in fondo e alla fine escono salutando.
Il tema centrale è ovviamente lo scontro tra Batman e il Joker, che però non vengono più visti come il bene e il male, bensì come l'ordine e il caos: è questo il notevole passo avanti nella caratterizzazione del cattivissimo Joker, un criminale che non agisce per denaro, potere, vendetta o qualsiasi altro movente convenzionale; lui terrorizza Gotham City solo perché... è completamente pazzo! La sua follia tocca vette altissime, il suo genio criminale lascia senza parole, e tutto questo per lo stesso motivo per cui esiste il caos, ovvero... perché non si sa.
E Batman? Lui è l'ordine, come già detto. Ma anche lui non avrebbe motivo di esistere, eppure c'è e porta una giustizia tutta sua a Gotham City, che coincide con quella della popolazione ma che rischia di farlo sentire come un dio, se nessuno gli ponesse un limite. Batman è un cavaliere che porta il bene a Gotham City, ma il fuoco che lo anima è la vendetta, un movente decisamente oscuro.
Però Batman c'è, per contrapporsi all'avanzata del caos con incredibile forza.
E cosa succede quando una forza irresistibile incontra un oggetto inamovibile? Questa è la domanda che il Joker pone a Batman nelle fasi finali del film. E questa è anche la chiave di lettura dell'eterna lotta tra il Cavaliere Oscuro e la sua nemesi: una domanda senza risposta, una tensione insuperabile, una resa dei conti che non arriverà mai. Con buona pace per i fan.
L'ultima volta che un simile scontro è avvenuto sul grande schermo c'erano Michael Keaton e Jack Nicholson, ora è il turno di Christian Bale e Heath Ledger. Sulla morte di quest'ultimo e sull'aura di film maledetto si è già scritto e detto abbastanza, pertanto mi limiterò solamente a dire che è vero, l'ultima interpretazione di Heath Ledger è effettivamente da brivido.... ma non è l'unico brivido.
Il Cavaliere Oscuro è tutto un brivido, dall'inizio alla fine.
Il cast stellare, le scenografie, gli effetti speciali, le musiche, la fotografia, il montaggio, la sceneggiatura, la regia... tutti gli elementi che compongono il film agiscono in armonia per far godere, senza mezzi termini, lo spettatore, il quale alla fine del film rimane incredulo, atterrito, felice, triste; cioè in poche parole si accenderebbe la canonica sigaretta in sala, se potesse.
Non saprei da dove iniziare per fare una recensione, ma ora che ci penso non ho intenzione di recensire questo film bensì di lasciare qualche semplice impressione, perciò arrivo dritto al punto che più mi ha (piacevolmente) sconvolto: la sceneggiatura. Ora, noi tutti sappiamo che Christopher Nolan è un dio vivente della scrittura per il cinema, sappiamo che i film che dirige diventano inevitabilmente dei capolavori (vedi alla voce Memento, The Prestige, Insomnia o anche il precedente Batman Begins), ma ne Il Cavaliere Oscuro, scritto in tandem con il fratello Jonathan, si rivela addirittura un virtuoso, un padrone assoluto del linguaggio cinema.
Il signor Nolan mette a cuocere una ventina di chili di carne su di un barbecue che conterrebbe a stento quattro bistecchine, venti chili tutti assieme, e il bello è che li fa cuocere tutti, senza farli bruciare... e hanno un sapore ottimo! Ne Il Cavaliere Oscuro tutte le porte che vengono aperte si richiudono, tutte le trame che vengono accennate si concludono, tutti i personaggi che entrano in scena hanno modo di esprimersi fino in fondo e alla fine escono salutando.
Il tema centrale è ovviamente lo scontro tra Batman e il Joker, che però non vengono più visti come il bene e il male, bensì come l'ordine e il caos: è questo il notevole passo avanti nella caratterizzazione del cattivissimo Joker, un criminale che non agisce per denaro, potere, vendetta o qualsiasi altro movente convenzionale; lui terrorizza Gotham City solo perché... è completamente pazzo! La sua follia tocca vette altissime, il suo genio criminale lascia senza parole, e tutto questo per lo stesso motivo per cui esiste il caos, ovvero... perché non si sa.
E Batman? Lui è l'ordine, come già detto. Ma anche lui non avrebbe motivo di esistere, eppure c'è e porta una giustizia tutta sua a Gotham City, che coincide con quella della popolazione ma che rischia di farlo sentire come un dio, se nessuno gli ponesse un limite. Batman è un cavaliere che porta il bene a Gotham City, ma il fuoco che lo anima è la vendetta, un movente decisamente oscuro.
Però Batman c'è, per contrapporsi all'avanzata del caos con incredibile forza.
E cosa succede quando una forza irresistibile incontra un oggetto inamovibile? Questa è la domanda che il Joker pone a Batman nelle fasi finali del film. E questa è anche la chiave di lettura dell'eterna lotta tra il Cavaliere Oscuro e la sua nemesi: una domanda senza risposta, una tensione insuperabile, una resa dei conti che non arriverà mai. Con buona pace per i fan.
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>P.S.: da Wikipedia apprendo che questo non è l'ultimo film di Heath Ledger: nel 2009 è prevista l'uscita del film interrottosi per la morte dell'attore. Si tratta di The Imaginarium of Doctor Parnassus, di Terry Gilliam. Fino al giorno della morte di Ledger erano state girate solo le scene in esterni: le rimanenti saranno girate con altri interpreti, ovvero Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell a ricoprire il ruolo che fu dell'attore australiano. Come risolvere il problema della poca somiglianza tra i suddetti attori e il protagonista originario? Ecco l'espediente di Gilliam: uno specchio magico sarà in grado di cambiare la fisionomia del volto del personaggio. Detto così sembra, mi si perdoni l'eufemismo, una stronzata colossale... speriamo che sul grande schermo funzioni! Vai, zio Terry!
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1 piccoli commenti:
questo film mi ha strizzato i neuroni.
Paradossalmente, joker è il personaggio più lucido della storia, altro che pazzia.
disumano e incorruttibile.
Lo adoro al di là dell'interpretazione di Ledger.
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