
Ho ripescato Paranoid Park in Dvd solo di recente, e per fortuna! Ammetto colpevolmente di non aver mai visto prima nessun film di Gus Van Sant, ma adesso sono ben disposto a rimediare.
Ma parliamo del film: Alex, un ragazzo di sedici anni con la passione per lo skate, scopre l'esistenza di uno skate-park dal fascino oscuro: Paranoid Park, appunto. Il luogo è popolato da un'umanità variegata e non sempre dalle buone intenzioni, ma ad Alex il posto piace, e una sera ci va da solo: incontrerà un gruppo di ragazzi che ha solo voglia di bere qualche birra e andare a rincorrere i treni in corsa per salirci sopra al volo. Ma se continuassi a descrivere la trama non potrei evitare gli spoiler, perciò mi fermo.
Descritto così, però, Paranoid Park può sembrare 1): un film tetro e angoscioso, oppure 2): una noia bestiale. Niente di tutto questo: lo scopo del film è quello di mettere in risalto l'incapacità di comprendere i profondi turbamenti propri dell'adolescenza. Alex è un autentico mistero, un ragazzo imperscrutabile, una mente impossibile da sondare; non tradisce alcuna emozione col suo sguardo, non capiamo cosa gli piace e cosa no, e forse non lo sa nemmeno lui. Una lettura del senso di solitudine tipico dell'adolescenza da un punto di vista leggermente diveso da quanto si vede normalmente in giro; un film lento, con una colonna sonora da brividi, un climax che ascende pianissimo fino a toccare l'apice nell'ultima scena, che è la vera chiave di lettura di tutta la vicenda (e che per ovvie ragioni non cito).
Un gran bel film, per dirla alla Vasco.

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