Ieri sera sono stato a vedere i Baustelle in concerto per la terza volta in due anni. I primi due concerti risalivano al precedente album, La Malavita, e già allora rimasi molto contento. L'unica pecca che trovai fu che suonavano un po', diciamo, mosci. Ebbene, col concerto di ieri mi sono dovuto ricredere! Il nuovo album è senza dubbio il meno bello, se comparato ai tre precedenti capolavori; sicuramente strizza l'occhio anche ai nuovi fan, richiamati dal crescente successo del gruppo di Francesco Bianconi e da una campagna pubblicitaria del nuovo disco decisamente impensabile fino a un paio di anni fa. Però anche Amen è un gran bel disco, e dal vivo suona in una maniera fantastica!
Ma andiamo con ordine: si parte con Antropophagus, dal nuovo album, e poi subito Charlie fa il surf, e fin qui, come mi aspettavo, non fanno nemmeno un tentativo per non sembrare i soliti paraculi in cerca di consensi dai nuovi fan. Ma dopo Colombo arriva I provinciali, dal terzo album, è lì tiro un sospiro di sollievo. E poi ancora da Amen arrivano L'aeroplano, Il liberismo ha i giorni contati, la stupenda Alfredo... ma per i fedelissimi ci sono ancora due sorprese: una versione de Il Corvo Joe da paura e addirittura La canzone di Alain Delon, tratta dal secondo album La moda del lento, in una versione che però non mi ha soddisfatto del tutto. Alla fine della prima parte del concerto, quasi tutto Amen è stato suonato, e ovviamente i Baustelle non risparmiano La guerra è finita e, strano a dirsi, Sergio, una vera gioia per noi fan più smaliziati.



Ma andiamo con ordine: si parte con Antropophagus, dal nuovo album, e poi subito Charlie fa il surf, e fin qui, come mi aspettavo, non fanno nemmeno un tentativo per non sembrare i soliti paraculi in cerca di consensi dai nuovi fan. Ma dopo Colombo arriva I provinciali, dal terzo album, è lì tiro un sospiro di sollievo. E poi ancora da Amen arrivano L'aeroplano, Il liberismo ha i giorni contati, la stupenda Alfredo... ma per i fedelissimi ci sono ancora due sorprese: una versione de Il Corvo Joe da paura e addirittura La canzone di Alain Delon, tratta dal secondo album La moda del lento, in una versione che però non mi ha soddisfatto del tutto. Alla fine della prima parte del concerto, quasi tutto Amen è stato suonato, e ovviamente i Baustelle non risparmiano La guerra è finita e, strano a dirsi, Sergio, una vera gioia per noi fan più smaliziati.
Finisce la prima parte di concerto con Baudelaire, la canzone che più temevo, con quella sua cassa in quattro fatta apposta per accaparrarsi l'attenzione del discotecaro più becero. E invece... mi sbagliavo! Pompata al punto giusto, ma con Francesco e Rachele che prendono in mano maracas e tamburelli e iniziano a portare il tempo con stile, diventa una canzone molto più godibile rispetto alla sua versione su cd.
E adesso, i bis. A nessuno è passata inosservata l'assenza di Un romantico a Milano, e infatti eccola, in apertura. Però però però... è dall'inizio del concerto che mi sto chiedendo se i nuovi Baustelle abbiano deciso di rinnegare tutt'a un tratto le loro origini, perchè dal primo album, Sussidiario illustrato sulla giovinezza, non ho sentito ancora niente. La paura comincia ad assalirmi sempre più forte a fine concerto, ma poi... parte un acidissimo medley tra Gomma e La canzone del riformatorio, che nonostante l'asperità dei nuovi arrangiamenti, non manca di emozionarmi. E in chiusura (c'era da aspettarselo), la traccia che chiude il nuovo album, ovvero Andarsene così.
Insomma, un concerto che ne valeva la pena... Ecco alcune foto:



Ah, un'ultima annotazione: vedere l'ex Bluvertigo Sergio Carnevale alla batteria... bè, che ve lo dico a fare? Pura estasi!

2 piccoli commenti:
ah, i baustelle, che potrei dire dei loro concerti? nulla, non li ho mai visti dal vivo, però...
li odio poi li amo poi li odio e poi li amo e poi li apprezzo ;).
Alessio, che fine avevi fatto?
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