lunedì 11 maggio 2009

Ora sono anche su Twitter



Da non crederci: già non aggiorno QUESTO blog... e mi vado a cercare un MICRO-blog da non-aggiornare, solo per essere al passo con i tempi. Però devo ammettere che Twitter non è male.
Se vi va di seguirmi anche là io, io sono Soldatocowboy.


martedì 24 marzo 2009

Dal "Manuale del Seduttore", capitolo 9, paragrafo 2

Con questo post me la sbrigo facile, perchè non l'ho scritto nemmeno io. Mi sono limitato a fare copia e incolla dal sito Seduction.net, il prestigiosissimo (come recita il sottotitolo) "mensile dei seduttori".

Inviato: lunedì 10 luglio 2006

Ave Carlo!
Complimenti per la tua grande competenza di seduzione internazionale!Arrivo subito al punto: io parlo gia molto bene l'inglese, ma sono convinto che per un seduttore internazionale parlare una sola lingua straniera non è sufficiente, sono indeciso su due cose: o andare in Germania e imparare il tedesco oppure in Svezia a imparare lo svedese, in Germania ci sono moltissime tedesche e siccome sappiamo che le tedesche si seducono con più facilità quando loro sono in vacanza all'estero (e quindi presumo che parlino l'inglese) forse mi conviene andare in Svezia dove le ragazze sono le più belle sulla terra ma di numero sono un 1/10 delle tedesche. Anche se non tutte le tedesche parlano l'inglese, la Germania è grande e quindi ne troverò sempre qualcuna. Invece se vado in Svezia voglio avere la certezza di poter comunicare con tutte. Questo perché bisogna ammetterlo anche se le svedesi sono più difficili delle tedesche sono in compenso più belle e interessanti.Preferisco la qualità alla quantità! Io pensavo alle svedesi anche perché sono io che devo aspettare che loro mi seducono e quindi visto anche il loro carattere tranquillo potrebbe essere una seduzione rilassante.Pensavo poi tra diversi anni di imparare il russo: la Russia è un paese enorme e ospita una infinità di ragazze bellissime ma sopratutto socievoli e passionali: quindi da una parte avrò le super valchirie scandinave che mi sedurrano loro e dall'altra disporrò di una enorme riserva di caccia di ragazze con grande fascino come le russe.Altro fatto: un esperto di lingue nordiche mi ha detto che se parlo svedese potrei essere capito senza grandi difficoltà anche dalle danesi e dalle norvegesi perché quelle lingue sono abbastanza simili tra loro.Pensi che imparare lo svedese al posto del tedesco sia conveniente?
Grazie1000
Marco

Il Seduttologo risponde:

Mi scrivi che "in Germania ci sono moltissime tedesche".Ma io non ne avevo alcun dubbio!A parte la simpatica digressione (tua) incomincio col dirti che se parli un poco di tedesco da straniero colto (non da gastarbeiter) hai dieci volte più chance con le tedesche di chi parla solo l'inglese. E' grazie alla mia conoscenza (già da bambinone) della lingua tedesca (oltre ovviamente ad un feeling naturale) che io ho sempre avuto immediato successo con le "deutsche fraulein". Poi ti dico che non conta affatto quante sono le ragazze che vivono in Germania o in Russia o in Svezia. Non le incontrerai mai tutte, neanche in cento reincarnazioni. Forse conta quanti abitanti ci sono in quella città dove tu vai. Ma oltre al milione di abitanti non conta neanche quello. Che le svedesi siano più belle delle tedesche lo sappiamo bene. Ma la bellezza è fatta anche di carisma e di personalità. Le tedesche ne hanno da vendere. Le svedesi no. Non è una critica alle ragazze svedesi. Le ragazze svedesi sono più introverse e più "spirituali" delle tedesche. Ma anche meno romantiche delle tedesche o di un romanticismo diverso da quello tedesco. Che è spesso "Sturm und drang", anche a letto!Le tedesche a letto sono le migliori d'Europa! Le svedesi stanno ferme!Imparare il russo per la seduzione delle ragazze russe ti moltiplica le chance come imparare il tedesco per la seduzione delle ragazze tedesche. Anche questo lo so bene personalmente perché ho frequentato un anno di università a Mosca. Poi le russe sono belle. Ma le russe vanno con qualsivoglia sfigatone. La Russia è la prossima destinazione dei pappagalli di tutto il mondo. Quelli che in Germania ed in Svezia vengono respinti alla frontiera. Se non sei un narcisista e non ti da fastidio che tu oppure un altro non faccia molta differenza, allora la Russia è il tuo Eldorado.Come vedi ci sono sempre i pro ed i contro.Trai tu le tue conclusioni.
Non chiedere a me.
Io sono sempre fedele alla Grande Germania delle Grandi Gnocche.
Carlo

La libertà di parola, che cosa stupenda!...

sabato 14 marzo 2009

Dopo BilBolBul



In ritardo di qualche giorno per colpa di una connessione a Internet che sparisce da un momento all'altro, arriva il resoconto sul mio week-end a BilBolBul.
Inizio subito giustificando l'assenza di materiale fotografico, dovuta ai suddetti problemi di connessione e ad altro ancora: tuttavia, questa è la pagina di Flickr con l'elenco di tutte le foto scattate dagli amici de Lo Spazio Bianco.
Ammetto che questo festival del fumetto non è tra i miei preferiti, però ha delle caratteristiche che lo rendono ugualmente piacevole: innanzi tutto è pieno di mostre, alcune anche molto interessanti. Tra quelle che sono riuscito a vedere mi è sembrata ottima quella dedicata a Charles Burns, probabilmente la più importante del festival dopo quella di Toppi (che invece mi sono perso, grrr!), bellissima e originale quella dedicata alla rivista finlandese Glömp, carina ma con poco materiale quella di Ángel de la Calle. Oltre a Toppi ho saltato anche la mostra di Altàn (sbaglio imperdonabile!) e un'altra ventina di eventi, ma a meno che tu non sia Superman non puoi fisicamente riuscire a essere presente a ogni singolo incontro o mostra in programma, innanzitutto perché molti si svolgono contemporaneamente e poi perché spesso ti trovi a dover coprire notevoli distanze per raggiungerli. La locazione multipla degli eventi di Bilbolbul all'interno delle mura di Bologna è senz'altro peculiare, ma mai come in questo festival ci vuole il fisico per goderselo appieno.
E poi un punto a favore va per la totale assenza di cosplayer, che di-solito-non-mi-stanno-antipatici-anzi-mi-piacciono-ma-è-meglio-se-non-ci-sono.
Altro punto a favore per gli ospiti, mai banali e sempre interessanti, sia quest'anno che nelle scorse edizioni. Tuttavia, sono rimasto un po' interdetto e addirittura perplesso nel momento in cui mi sono accorto che non è vero che Bilbolbul non sia un festival “commerciale” e amante del vil denaro dei suoi visitatori: nella fattispecie, mi riferisco alle dediche degli autori effettuabili solamente sulle copie delle loro opere, come ribadito dagli avvisi presenti in Sala Borsa, e in questo non c'è niente di strano, perché anche se è una regola non scritta è una cosa praticamente normale; un po' più triste constatare che gli unici fumetti in vendita, a mezzo passo dallo spazio dediche, fossero proprio le opere dei soli fumettisti impegnati nelle dediche. Anche in questo non ci sarebbe niente di male, ma non lo trovate un po' triste? Un festival del fumetto dove è reperibile solo materiale di chi ci è stato invitato?
Ma mi rendo conto da solo che questa critica è di poca importanza, cerca solo di trovare il pelo nell'uovo di un festival piccolo ma che cresce bene, non ancora preso in considerazione al pari di un Lucca Comics o di un Napoli Comicon ma che probabilmente un giorno lo sarà.

mercoledì 4 marzo 2009

Yo! Yo! Get the money, I spit on you, bitch!


Quest'uomo è incredibile. Pensavo che si sarebbe tolto dalle palle nel giro di qualche mese, dopo il suo debutto discografico di qualche anno fa, e invece è in uscita il secondo videogioco (!) basato sul suo personaggio. Ma chi è Jackson Curtis (alias 50 Cent), e soprattutto, perchè lo fa?
Per soldi, ovvio, ma quest'uomo è incredibile: riesce a sfruttare la sua immagine come nessun altro al mondo. A parte Silvio, ovviamente.
Ex-spacciatore convertito al rap, nel giro di pochi anni è diventato schifosamente ricco con qualche album che definire hip-hop sarebbe un crimine, e soprattutto grazie a tanto tanto merchandising. E per schifosamente ricco intendo schifosamente: non so come egli ami sperperare i suoi soldi, ma per esempio so che per giocare con la Playstation utilizza un pad tutto d'oro con diamanti al posto dei tasti. Sfido qualsiasi scrittore a immaginare un personaggio così assurdo.
Le immagini di 50 Cent: Blood on the Sand ci mostrano il signor Curtis aggirarsi per le strade di una metropoli americana a bordo di un veicolo blindato, pesantemente e inspiegabilmente armato, mentre viene attaccato da misteriosi e incazzatissimi nemici. Tempo un paio di morti e qualche scazzottata e 50 cent vola nel deserto a bordo di un elicottero per uccidere mercenari, terroristi e altra merda islamica, mentre in sottofondo le sue rime tagliano come coltelli le gole degli stereotipati nemici del popolo americano. Il fichissimo rapper, in un trionfo di autocelebrazione, raggiunge il cattivo musulmano terrorista fino all'osso (che si tratti di Bin Laden?) e gli insegna a colpi di shotgun a diventare ricco o morire provandoci.
A parte il dubbio gusto, requisito necessario per spendere 60 euro circa nell'acquisto del suddetto gioco, cosa caratterizza il fan di 50 Cent? Cosa gli comunica quel personaggio? Di certo, qualsiasi messaggio veicoli 50 Cent non lo fa tramite la musica, questo mi sembra chiaro. La musica è l'ultima delle sue preoccupazioni.
Ma in tutto questo il particolare che più mi inquieta è il continuo rimando di 50 Cent nelle sue canzoni, nei suoi video, nelle sue interviste, nei suoi concerti, nei suoi film, nei suoi videogiochi (all'appello mancano solo fumetti e libri, ma dubito fortemente che egli sappia anche solo apporre la sua firma), all'unico evento della sua vita che lo ha reso celebre: i nove colpi di pistola in corpo mentre vendeva crack in strada. L'inizio di una carriera artistica, il filo rosso che collega ogni fatto legato al nome di 50 Cent; perchè lui da quel giorno gira sempre con il giubbotto antiproiettile e pure il figlio si veste così, perchè se nelle foto lui non impugna una mazzetta di banconote è perchè ha una pistola o un mitra, perchè... basta, non c'è nient'altro, l'unica cosa per cui 50 Cent è famoso sono quei dannati proiettili che si è beccato! Pura celebrazione del nulla, del vuoto, ma celebrazione degna di un re: il re del nulla e del vuoto, il vuoto che c'è nelle teste dei suoi fan. Che pagano soldi su soldi per accaparrarsi qualsiasi cosa porti scritto sopra il suo nome. Soldi su soldi che il signor Curtis non sa davvero più come sperperare, ma che lo rendono sicuramente felice. Felice di averci fatto fessi.

De rerum televisionis


Da qualche giorno sto guardando più TV del solito. Poi oggi pomeriggio, pranzando tardi come al solito, ho sintonizzato il televisore sull'unica rete che a quell'ora manda qualcosa di guardabile: Rai 3. Come al solito.
Alle tre e un quarto c'è la TV dei ragazzi e so cosa stai pensando mentre leggi queste righe, ma ti assicuro che a quell'ora non c'è niente di meglio altrove. E così, mentre vedevo un gruppo di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni discutere per mezz'ora in trasmissione sulle differenze che notano tra i vari TG nazionali, ho pensato che era ora di scrivere qualcosa in proposito.

Per inciso, il suddetto dibattito era davvero interessante, è stato un po' come assistere alla lettura del giornale in una classe delle scuole medie. E allora mi sono chiesto: perchè se un telespettatore vuole vedere qualcosa di diverso da tronisti e opinionisti da talk-show nel primo pomeriggio, deve rivolgersi alla TV dei ragazzi? Perchè i programmi pensati per chi ha meno di 14 anni sono di gran lunga più intelligenti della somma di tutto ciò che viene mandato in onda a quell'ora sulle altre reti?

La TV italiana sta andando incontro alla sua distruzione con la stessa velocità di una moto che si schianta contro un albero. E la colpa di chi è? Di Internet? Dei consigli di amministrazione Rai e Mediaset? Del vuoto culturale caratterizzante questi anni zero? Di tutte le risposte sopra elencate? Di altro? Stabilirlo non mi interessa, tuttavia questa situazione è imbarazzante. Io non ho Sky, se ciò che vedo sui canali "in chiaro" non mi piace posso solo continuare lo zapping o spegnere la TV. Vedere un film sulle reti Mediaset è ormai impossibile: la prima serata iniza ormai alle 21.30 e si conclude in una fascia oraria assai variabile che va dalle 23 a mezzanotte. Se però hai deciso di vedere un film su Italia 1, sappi che a fine primo tempo partiranno un breve TG, una interminabile serie di spot, il meteo, il bollettino delle piste da sci se è inverno e quello sulla navigabilità dei mari se è estate, e soprattutto quella cosa misteriosa, tamarra e inutile che è Media Shopping (che meriterebbe un post a parte). Da tutto questo sono escluse le altre sei o sette pause pubblicitarie messe dove capita all'interno del film.

I programmi della seconda serata iniziano iniziano pertanto tra le 23.20 e la mezzanotte passata, e di fatto solo uno che può permettersi di svegliarsi tardi la mattina può ancora vederli. Ma non è finita: a parte l'eccezione Rai 3 (ancora per quanto eccezione?), cosa ci trovi in seconda serata? Se ti va bene e se hai la pazienza di aspettarli ci sono la Gialappa's, Scorie o Le Iene, o anche il pacchianissimo Chiambretti Night. Altrimenti ci sono Vespa su Rai 1 e il suo emulo Matrix su Canale 5 (a proposito, chi cacchio è quel tipo che sostituisce Mentana?), roba buona per estorcere confessioni ai detenuti di Guantanamo.

E questo desolante panorama è ciò che ci attende la sera, quando l'italiano medio ha più tempo per guardare la televisione. Ma il resto della giornata? Ecco cosa offre il menù: inutili format con cuochi Mac Gyver e pacchi contenenti migliaia di euri, talk-show dove Persone Molto Importanti dicono la loro sull'eutanasia, le relazioni extraconiugali e quel bacio rubato sull'Isola dei Famosi, stupidi quiz che sono l'unico retaggio della TV old-school (con l'unica differenza che prima si facevano "in casa" e adesso sono format anch'essi), l'onnipresente Maria De Filippi (che di post a parte ne meriterebbe almeno due), i Reality, ovviamente, e rivisitazioni in chiave ammiccante e volgare di classici come La Ruota della Fortuna o Striscia la Notizia, quest'ultima perfettamente a suo agio nel nuovo secolo, forte delle sue rubriche sempre più stupide e soprattutto delle sue veline sempre meno vestite (per fortuna che non ha rinnegato del tutto la sua natura di anti-telegiornale altrimenti avremmo solo dovuto celebrarne il funerale).
Alla luce di tutto questo, risulta difficile essere ottimisti sul futuro della televisione italiana, almeno per quanto riguarda i suoi contenuti, poveri come non mai. Ma il bello del trash è che non smette mai di stupirti: dopo aver toccato il fondo e scavato con la pala, lavora di trivella per raggiungere nuovi e impensabili traguardi. Di povertà.

lunedì 2 marzo 2009

Che farò venerdì?


Mercoledì a Bologna inizia il BilBolBul 2009, cinque giorni di incontri e mostre sul fumetto, con ospiti italiani e stranieri. Ci saranno Altàn, Charles Burns, Thomas Ott, Sergio Bonelli, Lorenzo Mattotti, Gianfranco Manfredi, i Superamici (autori anche della locandina), Angel De La Calle, Vittorio Giardino e tanti altri.

Io sarò lì solo da venerdì, purtroppo. Chi non ci sarà potrà seguire gli aggiornamenti dal blog della manifestazione (qui).

giovedì 19 febbraio 2009

Come puoi non amare un gioco così?


Mentre in sottofondo Billie Holiday canta "Easy living", la testa del Supermutante diventa cibo per formiche radioattive.
Dopo aver finito Fallout 3 per la terza volta e aver provato anche la prima espansione ("Operation: Anchorage", questo il suo nome), ritengo ormai di conoscere abbastanza di questo gioco. Abbastanza, non tutto: il bello di Fallout 3 è proprio questo, che finirlo tre volte non basta per conoscere a fondo ogni lato del suo mondo. Le missioni cambiano a seconda delle decisioni che prendi, i personaggi non giocanti muoiono o sopravvivono, la radio che ascolti può avere un ottimo segnale in tutta la Zona Contaminata oppure no, l'amico che odiavi da ragazzo può diventare tuo alleato da adulto, la città in cui hai trovato riparo nelle prime ore di gioco può scomparire in un fungo atomico, e via dicendo.
Come avrete capito, gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro per rendere un universo scriptato al 100% il più reale possibile. Ovviamente, le missioni della trama principale non differiscono tra loro di molto se giocate in tre partite differenti: la storia del ragazzo del Vault alla ricerca del padre scomparso è bene o male sempre la stessa. E anche quella storia dei 500 finali diversi è una mezza bufala (in realtà cambiano di pochissimo).
Ma Fallout 3 è un capolavoro vero, geniale, grottesco, divertentissimo. L'ironia che traspare da molte situazioni di gioco vi sorprenderà, come la collezionista di gadget di Nuka-Cola, gli scontri tra la cattivissima AntAgonizer e il supereroe buono Meccanicista, il geniale dottore che si autoesilia in un virtuale quartiere residenziale degli anni '50. E poi decine di citazioni cinematografiche e fumettistiche, da Matrix a Blade Runner, dai supereroi della Marvel ai tenebrosi fumetti della EC Comics. Se da un gioco non vi aspettate solo frenetiche sparatorie e corse spericolate nell'ora di punta, date un'occhiata a Fallout 3... sempre che non vi faccia schifo mutilare un predatore a colpi di fucile laser.